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I migranti ivoriani testimoni della schiavitù in Libia

I migranti ivoriani testimoni della schiavitù in LibiaSono stati testimoni della vendita di schiavi questi migranti ivoriani tornati ad Abidjan dopo aver conosciuto i centri di detenzione libici. Con l’obiettivo di raggiungere l’Europa affrontano un tragitto durante il quale finiscono nelle mani dei trafficanti, spesso subiscono violenze e vengono bloccati dalle autorità libiche. Il governo ivoriano rimpatria regolarmente i migranti dal 2015. “Laggiù vengono venduti gli africani, vengono venduti degli esseri umani” dice un testimone. “Anche libici di 15 anni, armati, possono rapirti e venderti per 200 o 100 dinari (120 o 60 euro) e poi altri ti rivendono, è la verità”. Il mercato degli schiavi non è una novità e sono state realizzate campagne di sensibilizzazione della popolazione, spiega un responsabile del ministero ivoriano dell’Integrazione Africana. “È un segreto di pulcinella, molte persone sanno cosa accade in Libia” afferma Issiaka Konate. “Nelle nostre campagne di sensibilizzazione in Costa d’Avorio abbiamo parlato regolarmente degli abusi sui migranti dei quali sono vittime soprattutto le donne. Insistiamo sul fatto che anche nel nostro Paese è il momento di aprire gli occhi, di comprendere che la migrazione irregolare non è segnata soltanto da drammi della morte, ma anche da altri drammi”. Dopo la pubblicazione del reportage statunitense sugli schiavi sono state organizzate varie manifestazioni di protesta davanti alle ambasciate della Libia a Parigi, Bamako, Conakry. I Paesi dell’Africa sub-sahariana attendono il risultato dell’inchiesta aperta dalla Libia. Il presidente del Niger ha chiesto che la Corte Penale Internazionale si occupi della questione.

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